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La paura cresce in Kenia

01.02.2008

Grafico: licenza libera

Zurigo. I disordini in Kenia non passano senza lasciar traccia alle comunità neo-apostoliche del paese. L’aiutante d’apostolo di distretto Shadreck Lubasi, consacrato nel 2007 dal sommoapostolo Wilhelm Leber, riferisce che già due chiese sono state danneggiate. Al momento non si sa ancora se fratelli o sorelle di fede sono stati feriti o hanno perso la vita.

Il sommoapostolo Wilhelm Leber, in una lettera a tutti gli apostoli della terra, si dice preoccupato per la situazione del paese africano. Le agenzie di stampa internazionali annunciano che, dal momento dell’elezione presidenziale, quasi 1.000 persone hanno perso la vita nei disordini e che circa 300.000 kenioti sono fuggiti dalla violenza. Frattanto, il segretario generale dell’ONU Ban Ki Moon è intervenuto ed ha esortato i partiti in conflitto a far cessare la violenza. Egli ha pure incitato a risolvere la crisi, scattata dopo la controversa elezione, in maniera pacifica.

Vogliamo continuare a pregare per i nostri fratelli e sorelle di fede e le persone colpite.

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L’aiutante d’apostolo di distretto Shadreck Lubasi (59) abita a Nairobi. L’Africa orientale conta più di 2 milioni di membri, suddivisi in 5.000 comunità; essi sono curati da più di 18.000 ministri. Solo in Kenia ci sono più di 1,2 milioni di cristiani neo-apostolici; qui, quasi 10.000 ministri della Chiesa si occupano di circa 2.000 comunità.