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GP Ecumenismo: L'importante è avvicinarsi l'uno all'altro

03.02.2005

La teoria e la pratica non combaciano sempre perfettamente; lo possono confermare i membri del gruppo di progetto Ecumenismo. La vita di fede praticata dai cristiani non sempre è conforme alle norme dei rispettivi catechismi. Per i membri del gruppo di progetto Ecumenismo è dunque importante esaminare entrambe: la teoria e la pratica, ossia la teologia e la vita di comunità nelle diverse Chiese. Per fare questo occorrono dei contatti.

Il 28 ottobre 1999 il sommoapostolo Richard Fehr ha fondato il gruppo di progetto Ecumenismo. Il suo incarico diceva chiaramente: "Esaminare, in stretta collaborazione con il GP Questioni della fede, fino a che punto i contenuti essenziali della dottrina neo-apostolica sono compatibili con l'ecumenismo." Di questi contenuti essenziali dogmatici fanno parte la concezione dei sacramenti e del ministero, come pure certe affermazioni escatologiche (l'attesa del prossimo ritorno di Cristo, la comprensione di ciò che concerne i defunti).

Ben presto i membri del GP Ecumenismo si sono resi conto che il termine "ecumenismo" non ha una definizione uniforme. L'idea originale del movimento ecumenico, cioè di unire sotto una sola mano tutte le Chiese e comunità cristiane, generalmente viene considerato irrealizzabile. Oggi si tende alla "varietà nell'unione", oppure, come afferma una nota formulazione dell'ecumenismo, "alla diversità conciliata". Ma l'ecumenismo è anche il serio e positivo impegno di promuovere le cose in comune all'interno della fede cristiana, pur mantenendo la propria identità e agendo nel rispetto reciproco. Si tratta dunque di guardare dietro le quinte della rispettiva struttura dogmatica e di osservare la messa in pratica dell'insegnamento. Per questa ragione i membri del GP Ecumenismo s'incontrano spesso con rappresentanti di altre Chiese. Hanno al loro attivo già circa 20 di questi colloqui confidenziali con teologi e rappresentanti ministeriali della Chiesa Cattolica Romana, delle Chiese Evangeliche, con Metodisti e Avventisti; in Germania, nella Svizzera e in Austria. Vi si aggiungono anche diverse conferenze e dibattiti pubblici nelle università, a contatto con gli incaricati ideologici delle diverse Chiese e anche con altri rappresentanti ecclesiastici.

Volker Kühnle (51), operante quale apostolo nella Chiesa regionale del Sud della Germania, è il presidente del gruppo di progetto. All'inizio era lui a dare importanti impulsi per certi colloqui, dato che, nella sua funzione di incaricato per le pubbliche relazioni, lui era già in con-tatto con diversi ecclesiastici di altre Chiese: "Se ci si vuole conoscere meglio, è impor-tante avvicinarsi l'uno all'altro. Si tratta di presentare la nostra Chiesa, a livello locale, nella regione o in tutta la nazione, quale una Chiesa riconosciuta da parte dello Stato."

Il nostro sommoapostolo desidera che si curino questi scambi di idee con gli ecclesiastici delle altre Chiese operanti su scala locale. Lo attesta un documento inviato nel 2002 a tutti i conducenti delle comunità europee di lingua tedesca, intitolato: "Accenni su contatti della Chiesa Neo-Apostolica con altre Chiese o associazioni religiose cristiane". Vi si legge tra l'altro: "Dialoghi e incontri con rappresentanti di altre Chiese o associazioni religiose cristiane permettono di conoscersi meglio a vicenda. Questi contatti hanno come scopo di promuovere la fiducia e la comprensione, anche per quanto riguarda le opinioni divergenti, e contemporaneamente aprono la via per delle relazioni reciproche senza tensioni. Si tratta dunque di "misure atte a creare fiducia" su scala locale e non di contatti ufficiali a livello dei capi delle Chiese. Dobbiamo renderci conto che in un simile contesto veniamo considerati come rappresentanti della nostra Chiesa."

Gli altri membri del gruppo di progetto sono: l'apostolo Wolfgang Nadolny (48) da Berlino-Brandeburgo, il vescovo Hanspeter Nydegger (63) dalla Svizzera e l'evangelista di distretto Peter Johanning (48) dalla Renania settentrionale-Vestfalia. Ciascuno di loro, a modo proprio, è in contatto con altre Chiese. Il vescovo Nydegger, ad esempio, insieme all'apostolo Bernard Meier dalla Svizzera è l'inviato ufficiale della Chiesa Neo-Apostolica con stato d'ospite presso la comunione di lavoro delle Chiese nel canton Berna (AKB). Questo circolo ecumenico si occupa delle incombenze riguardanti le diverse Chiese a livello cantonale.

I membri del GP Ecumenismo, tuttavia, non hanno l'incarico prioritario di preparare l'adesione ad un'organizzazione d'ecumenismo nazionale o internazionale. Attualmente questo non sarebbe possibile per questioni di contenuti dogmatici. La concezione ecumenica dei sacramenti e dei ministri non coincide, in settori importanti, con la dottrina di fede neo-apostolica. Alla domanda se la Chiesa Neo-Apostolica, quale istituzione, abbia intenzione di partecipare all'ecumenismo e, se sì, quanto tempo ci vorrà per questo passo, il sommoapostolo Richard Fehr ha risposto: "That's a long way" - una lunga strada del conoscersi a vicenda e di colloqui ad alto livello, condotti con rispetto e stima reciprochi.

 

Il GP Ecumenismo
L'attuale incarico conferito al gruppo di progetto Ecumenismo è il seguente: Nonostante l'incompatibilità di alcuni principi della dottrina neo-apostolica con l'ecumenismo, continuiamo a restare in dialogo con i rappresentanti di altre Chiese. I colloqui con altre Chiese vengono incrementati ad ogni livello. Il GP Ecumenismo valuta le premesse dettagliate per ottenere lo stato di osservatore nel Consiglio Ecumenico delle Chiese a Ginevra (ÖRK).

 

I membri del GP Ecumenismo
Presidente: apostolo Volker Kühnle (51), abitante ad Aichtal, presso Stoccarda (Germania del Sud). Di professione era capo del personale e dal 1988 lavora a tempo pieno per la Chiesa.
Apostolo Wolfgang Nadolny (48), abitante a Bad Freienwalde, presso Berlino. Per tanti anni lavorava come geometra e dal 1993 è al servizio della Chiesa.
Vescovo Hanspeter Nydegger (63), abitante a Thun, Svizzera. La sua precedente profes-sione: direttore di una ditta commerciale. Da 9 anni egli lavora quale vescovo nell'area dell'apostolo di distretto svizzero.
Evangelista di distretto Peter Johanning (48), abitante a Bielefeld, Renania settentrionale-Vestfalia. Dal 1996 è il relatore mediatico della Chiesa Neo-Apostolica Internazionale.

 





 

 

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