Il sommoapostolo predica a Lussemburgo sull’amore per il prossimo e contro l’odio e la violenza

14.01.2015

Saluto degli ospiti di altre religioni dopo il servizio divino

Sguardo nella comunità (foto: CNA HRS)

Zurigo/Lussemburgo. Dichiarazioni chiare contro il terrore islamico in Francia, Nigeria e Mali, come pure contro le dimostrazioni anti-islam in Germania. Il sommoapostolo Jean-Luc Schneider ha preso chiare posizioni domenica scorsa in occasione del suo servizio divino a Lussemburgo. Anche in tali circostanze, la fede neo-apostolica ha un significato molto concreto e pratico.

Negli attentati a un ufficio di una rivista satirica e in un supermercato ebraico, il 7 gennaio a Parigi sono state uccise 16 persone. Lo stesso giorno, le milizie Boko Haram hanno massacrato centinaia di persone nello stato nigeriano del Borno. E nel Mali le truppe delle Nazioni Unite combattono da anni contro il terrore estremistico. In Germania vi sono attualmente dimostrazioni contro l’islamizzazione dell’occidente.

Preghiere per la gente bisognosa

Già nella sua preghiera iniziale, il sommoapostolo Schneider ha commemorato le vittime della violenza: „Preghiamo per tutte le persone che si trovano nel bisogno. Preghiamo per coloro che sono vittime dell’ingiustizia.“ Nella preghiera finale, egli dice: „Preghiamo in particolare per le persone che si trovano in pericolo a causa della loro fede. Perché hanno una fede diversa, si attenta alla loro sicurezza e la vita. Ciò ci preoccupa.“

Il servizio divino dell’11 gennaio 2015 a Lussemburgo ha avuto come base biblica la parola in Romani 12,2. „Il nostro rapporto verso Dio deve restare lo stesso qualunque cosa succeda. Il nostro rapporto verso il prossimo non dovrebbe essere influenzato da tutto ciò che succede sul mondo. La nostra referenza è l’Iddio onnipotente.“ Il sommoapostolo dice chiaramente: „Non fare al prossimo ciò che non vuoi che faccia a te.“ Ciò vale in tutti i tempi, in tutte le situazioni e in ogni luogo. La sua conclusione: „Non si può servire Dio e nello stesso tempo disprezzare il prossimo ed essere nemici del prossimo. L’amore divino e l’amore verso il prossimo vanno insieme, sono inscindibili.“

Chi è il tuo prossimo?

La guida della Chiesa ha precisato pure chi è il nostro prossimo: „Il prossimo è colui che è malato e che siede in prigione, lo straniero che ha un’altra cultura, un’altra fede, un’indole diversa, un’opinione diversa, questo è il nostro prossimo“. Egli ha poi menzionato la parola in Matteo 25,35-40. „Devi amarlo! Non puoi decidere tu chi è il tuo prossimo. Il prossimo è colui che Dio mi ha messo al fianco.“

Ospiti di altre religioni

Quali ospiti del servizio divino, hanno preso parte rappresentanti di alto livello di diverse religioni e confessioni, tra i quali: il grande rabbino Alain Nacache del concistoro israeliano del Lussemburgo, Jean-Luc Karleskind quale vicepresidente della comunità musulmana nel granducato, Jutta Bayani quale presidente della comunità Bahai, Théo Péporté, rappresentante dell’arcivescovo cattolico e il vescovo Adama Ouedraogo dell’Alleanza evangelica del Lussemburgo.

In un incontro dopo il servizio divino, il sommoapostolo ha ringraziato per la loro presenza e ha espresso la sua solidarietà con le vittime del razzismo e dell’intolleranza, siano ebrei, musulmani o cristiani. La comune partecipazione ha un significato particolare, poiché nello stesso giorno milioni di persone di diverse religioni hanno dimostrato contro il terrorismo.

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