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»Amare il prossimo così com’è«

07.06.2014 Autore: A. Rother

Il padiglione olimpico era strapieno

Il sommoapostolo Jean-Luc Schneider ha dato interessanti spunti sul lavoro della Chiesa

All’ordine del giorno: molte domande su diversi temi (foto: CNA sud)

Monaco di Baviera/Zurigo. "Lasciate agire l’amore - reciprocamente!" dice la guida internazionale della Chiesa, il sommoapostolo Jean-Luc Schneider in occasione della GIC della Chiesa Neo-Apostolica a Monaco. Dapprima, egli ha discusso sul podio di un padiglione strapieno su certi „temi caldi“.

"Il regno di Dio è in mezzo a voi" – Cosa significa questo motto della GIC nella vita pratica quotidiana?  La risposta a questa domanda era il motivo dell’evento nel padiglione olimpico. Sul podio vi erano: l’apostolo di distretto Michael Ehrich ospitante della GIC, il professore Dr. Hans-Jörg Bullinger, anziano presidente della Fraunhofer-Gesellschaft e Monika Bleutgen, la quale si impegna internamente alla Chiesa negli ambiti insegnamento, musica e vita di comunità. Per la moderazione era responsabile Friederike Gottschalk di Monaco.

Domande su tre tematiche

Sono state date risposte a domande su tre temi: famiglia, società e comunità. Così il „Regno di Dio“ si manifestaper esempio nei rapporti pieni di rispetto nelle famiglie oppure, in situazioni di conflitto, a non chiudere la „porta del cuore“.

Il pubblico era piuttosto silenzioso quando il sommoapostolo è stato confrontato con domande controverse, per esempio se, da cristiano si può essere soldato pensando al comandamento „Non uccidere”. La guida della Chiesa ha risposto che in certe situazioni è addirittura un dovere proteggere la vita, la propria e quella della famiglia. Anche se uccidere resta un peccato, ci sono diversi livelli di colpa. Tutto ciò dipende dai motivi e solo Dio può giudicare.

La moderatrice ha poi chiesto se la Chiesa non deve prendere maggiormente posizione nella società? Il sommopostolo Schneider ha risposto: "Non ne abbiamo tanto il diritto; non abbiamo la competenza di dir qualche cosa di intelligente su ogni tema". “I fratelli e le sorelle devono decidere loro stessi sulle cose, non abbiamo il dovere di prescrivere quello che devono pensare”.

La Chiesa non dovrebbe impegnarsi di più socialmente? Il sommoapostolo ha risposto ponendo la seguente domanda: "Chi è la Chiesa? Non è un’istituzione con un capo che si chiama Schneider e risiede a Zurigo ." Ma: "La Chiesa siamo noi!"

Domande dal contesto della società

Il sommoapostolo Schneider ha risposto alla domanda riguardante il giudizio sull’omosessualità e ha accennato al comandamento dell’amore verso il prossimo “così com’è”. Tutti i fratelli e le sorelle dovrebbero trovarsi a loro agio nella Chiesa! Ciò vale anche per coloro che vivono in paesi dove l’omosessualità è punibile o minacciata con la pena di morte. Queste persone vengono perseguitate se la Chiesa cerca di imporre certe posizioni.

Alla domanda sulla consacrazione delle donne, il sommoapostolo risponde che questa è posta troppo presto. Dapprima deve essere definita chiaramente la comprensione del ministero: che cosè il ministero, che cosè un servizio? Che cosa avviene con la consacrazione? Solo quando vi sarà un’intesa si potrà discutere su chi può portare un ministero. A tal proposito non bisogna rispondere solo a domande teologiche, ma anche riguardanti la società: cosa accetta la comunità? Cosa avviene regionalmente? Il sommoapostolo risponde al seguente ragionamento: "Non abbiamo uomini a sufficienza, perciò siano le donne a predicare", che non è un buon punto di partenza per rispondere a questa domanda.

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