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Ecumenismo significa avvicinarsi reciprocamente e parlare insieme!

24.10.2005

Castrop-Rauxel. Ecumenismo significa avvicinarsi reciprocamente e parlare insieme. Questo è l'affermazione che il sommoapostolo Wilhelm Leber ha espresso domenica, 23 ottobre 2005, al termine del servizio divino per ministri che è stato trasmesso da Castrop-Rauxel nelle comunità delle Chiese regionali Renania del Nord/Vestfalia e Germania del Nord. Egli si è pronunciato anche in merito a certi cambiamenti nella dottrina della Chiesa Neo-Apostolica.

Domenica, 23 ottobre 2005: al servizio divino erano invitati tutti i ministri con le loro mogli, provenienti dalle Chiese regionali Renania del Nord/Vestfalia e Germania del Nord. Qui potrà leggere una relazione in lingua tedesca riassuntiva del servizio divino.

Al termine del servizio divino il sommoapostolo Leber si è pronunciato in merito a due tematiche: ecumenismo e cambiamenti della dottrina. In riguardo all'ecumenismo ha detto: "Il mio obiettivo è di giungere a rapporti spontanei e naturali con altre associazioni cristiane e precisamente sulla base del reciproco rispetto. Per ottenere questo, noi, quale Chiesa, dobbiamo avvicinarci alle altre Chiese e parlare con loro." Il parlare insieme è importante per smantellare i malintesi e per giungere a rapporti di fiducia, ha detto la guida della Chiesa Neo-Apostolica mondiale. Inoltre ha affermato: "Con ciò le basi della nostra fede non sono minimamente intaccate e in nessun modo messe in discussione. Si tratta di colloqui, di uno scambio di idee con altri."

Egli mirerebbe anche ad "un rafforzamento del fronte cristiano, della cristianità stessa", poiché - così argomentava: "il fondamento cristiano sta sempre più indebolendosi tra la popolazione. Di questo dobbiamo renderci conto." Si tratta quindi di mettere in risalto quel che ci unisce e non tanto quello che ci separa. Nonostante questo, la Chiesa Neo-Apostolica non prenderà parte a servizi divini ecumenici o ad atti di benedizione congiunti.

Il sommoapostolo Wilhelm Leber si è pronunciato anche sui cambiamenti della dottrina, subentrati negli ultimi anni. Diceva in merito: "La verità divina è sempre assoluta. Non c'è nessun bisogno di cambiare ciò che viene dall'alto. Ma, ormai, il Signore parla per mezzo di esseri umani. Questo è e rimane così." Noi uomini comprendiamo la volontà di Dio in base alla nostra visuale. La nostra comprensione è dunque influenzata dalle circostanze attuali e dalle nostre esperienze acquisite, ha detto il sommoapostolo. Perciò non è da escludere che occorrono delle modifiche. Ma egli ha sottolineato: "Nessuno dovrà sentirsene irritato nella sua fede. La linea di base rimane inalterata."

Nel contempo ha espresso il pensiero che è qualcosa di bello e rallegrante, se la Chiesa mette anche in atto ciò che si è riconosciuto degno e necessario di essere adeguato.