Comunicazioni ufficiali

Il sommoapostolo Jean-Luc Schneider: »Il pensiero della riconciliazione sta al centro«

31.10.2014

Il sommoapostolo Jean-Luc Schneider

(foto: P. Wild)

Zurigo. Come annunciato, alla fine di novembre sarà firmata la dichiarazione di riconciliazione tra la Comunità Apostolica (Apostolische Gemeinschaft) e la Chiesa Neo-Apostolica. È un evento storico per le due Chiese, dopo quasi 60 anni dalla separazione. Abbiamo chiesto le ragioni alla guida internazionale della Chiesa, il sommoapostolo Jean-Luc Schneider.

Sommoapostolo Schneider, sarà firmata una riconciliazione tra la Chiesa Neo-Apostolica e la Comunità Apostolica. Che cos’è esattamente?

Sommoapostolo Schneider: È giusto che è stata creata una dichiarazione di riconciliazione e che sarà firmata dalle due Chiese. Così lo abbiamo annunciato pubblicamente. Lo sento come un segno positivo di stima reciproca e sono assolutamente d’accordo. Anche nella cerchia degli apostoli di distretto siamo stati uniti, è nostro dovere e compito di seguire questa via. Ciò prova che, come cristiani, ci sta a cuore di vivere con Gesù Cristo quale esempio.

Cosa intende con ciò?

Sommoapostolo Schneider: L’apostolato è il ministero della riconciliazione. È quello che ci dice la Sacra Scrittura, così è stato stabilito da Dio. L’apostolo deve predicare la riconciliazione e riconciliare il mondo. Ciò non ha solamente una componente d’insegnamento, questo dev’essere dapprima e soprattutto un serio atteggiamento di vita e di fede dell’apostolo stesso. L’apostolo dovrebbe avere sempre dei pensieri di riconciliazione e avvicinarsi al prossimo con riconciliazione. Non può essere quindi che nel tempo d’oggi abbiamo un comportamento irriconciliabile con altre comunità, solo perché non abbiamo ancora elaborato la storia comune.

 

»Oggi, il pensiero della riconciliazione sta al centro«

 

Che l’apostolato sia un ministero di riconciliazione lo sappiamo da tempo. Perché quest’indicazione solo ora?

Sommoapostolo Schneider: Che l’apostolato sia il ministero della riconciliazione non l’ho inventato io. Desidero però che altri lo percepiscano credibilmente. Per noi è una cosa seria, non è solo un’affermazione nel nostro catechismo, ma è un desiderio intimo essere rispettosi della volontà di Dio. Ancora una volta: è la volontà di Dio che questo incarico sia affidato al ministero di apostolo. Questo lo dobbiamo accettare e non sempre evitarlo. Questo non va! Tuttavia – voglio dirlo in tutta sincerità – per riconciliarsi bisogna trovare il momento giusto. E questo non era dato fino ad ora. Ci sono stati diversi tentativi, tutti necessari. Ora vogliamo approfittare dell’opportunità.

Perché non l’abbiamo già fatto/detto alla serata informativa del dicembre 2007?

Sommoapostolo Schneider: La serata informativa aveva un altro obiettivo. Allora volevamo elaborare la storia dal nostro punto di vista. Dopo la valutazione dei documenti, volevamo informare sulle relazioni, gli avvenimenti e le decisioni. È stato presentato un lungo processo di sviluppi. Oggi più di allora, è al centro il pensiero della riconciliazione. Riconciliazione non vuol dire che dobbiamo mettere da parte le nostre diverse posizioni, piuttosto vogliamo discuterne insieme fraternamente.

È cambiata l’interpretazione del messaggio del sommoapostolo Johann Gottfried Bischoff?

Sommoapostolo Schneider: Sì, penso di sì. A motivo della sopravvalutazione di allora del ministero di sommoapostolo, il messaggio ha avuto presto un significato sproporzionato all’interno della Chiesa. Esso fu dogmatizzato e valse poi quale „esame d’ammissione“ nella Chiesa Neo-Apostolica. Questa „esclusività“ di quel tempo ci ha emarginato da altre confessioni. Oggi, il nostro insegnamento è diverso. I nostri fedeli sono parte della Chiesa di Cristo. Nel catechismo sono chiaramente descritti i ministeri di sommoapostolo e di apostolo.

 

»Desidero che venga preso sul serio quando, quali apostoli, parliamo di riconciliazione«

 

Questa riconciliazione tra CNA e CA è desiderata nelle comunità neo-apostoliche?

Sommoapostolo Schneider: Secondo la nostra impressione sì. Naturalmente ci saranno delle voci sfavorevoli, queste ci sono sempre. Esse non devono sviare dalla missione divina. In generale, constato una grande disposizione all’avvicinamento pacifico delle due Chiese all’interno delle nostre comunità. I sommoapostoli Fehr e Leber hanno dato grandi segnali per questo. Mi ricordo dell’appello del sommoapostolo Leber in occasione delle Giornate europee della gioventù nel maggio 2009 a Düsseldorf. Egli disse durante la preparazione della Santa Cena: „Anelo, anche a nome della Chiesa, la riconciliazione.  Ciò comprende sempre, quando si cerca la riconciliazione, l’ammissione di aver fatto errori anche dalla propria parte. Lo voglio ammettere volentieri qui pubblicamente, senza entrare adesso in dettagli. Sì, anche da parte nostra, della Chiesa Neo-Apostolica, si sono fatti errori. Aneliamo la riconciliazione.“ Dopo la sua presa di posizione nel mese di maggio 2013 con l’indicazione di non insistere sulla divinità del messaggio del sommoapostolo Bischoff e dopo la benevole valutazione di questa presa di posizione da parte della Comunità Apostolica, si sono avuti nuovi colloqui. Sono state delle meravigliose premesse che io, quale sommoapostolo, voglio oggi portare avanti.

Cosa consigliate ai fratelli e alle sorelle neo-apostolici, come devono trattare questo atto di riconciliazione?

Sommoapostolo Schneider: Desidero che venga preso sul serio quando, quali apostoli, parliamo di riconciliazione.  Perciò lo ritengo mio compito di portare questo anche nel centro della Chiesa. Raccomando a tutti di occuparsi personalmente di questo pensiero e di vivere la riconciliazione.

 

»Importante per me è, che oggi noi prendiamo le decisioni giuste«

 

Che significa questa dichiarazione per il futuro? Vi è il pensiero che le due Chiese si uniscano ?

Sommoapostolo Schneider: All’ultima domanda rispondo di no. L’obiettivo dei colloqui è sempre stata la riconciliazione delle due comunità religiose, che si rispettano e che si stimano. Una unione delle due Chiese non è e non verrà pianificata. Nell’ambito della „riconciliazione dei cuori“ a livello di comunità e distretto i cristiani delle due Chiese abbiano ad accettarsi, anche se vi sono diverse opinioni di fede. La riconciliazione non esclude naturalmente l’impegno per le proprie convinzioni. Infine, dovrebbe nascere una comunione ecumenica, dove la linea direttrice „differenza riconciliata“ ha un ruolo determinante. È una logica cristiana che nella Chiesa di Cristo ci accettiamo e stimiamo.

Un’ultima domanda: perchè Dio ha permesso questo tempo di incertezze e confusione?

Sommoapostolo Schneider: Nessuno può dare una risposta soddisfacente a questa domanda. Perché Dio ha permesso delle scissioni nella cristianità? La Chiesa di Cristo è scissa nella sua parte visibile. Già nella Chiesa iniziale ci sono stati dei conflitti nelle comunità. Perché Dio ha permesso che ci siano stati tempi senza apostoli, dove non c’era la successione ministeriale di Cristo? Perché Dio ha permesso degli sviluppi difettosi nella Chiesa cattolica apostolica, i quali hanno portato allo sviluppo della Chiesa Neo-Apostolica? Non dobbiamo dimenticare che Dio ha dato la libertà di decisione e che egli rispetta questa libertà. Se uomini decidono erroneamente, non è Dio il colpevole, la responsabilità è degli uomini! Non è possibile oggi erudire il perché e il percome i nostri predecessori hanno preso certe decisioni. Questo lo sa solo Dio. Importante per me è che oggi prendiamo le decisioni giuste. Io do molta importanza che le nostre decisioni vengano prese sulla base della Sacra Scrittura, del catechismo e della nostra linea guida „Servire e condurre“.