Parola del mese

Ringraziate il Signore!

Agosto 2005

Facciamo bene a ringraziare sempre nuovamente Dio, il nostro Padre celeste, perché "dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia" (cfr. Giovanni 1, 16). Nel Salmo 107 leggiamo: "Celebrate il Signore, perch'egli è buono, perché la sua bontà dura in eterno!"

Per che cosa vogliamo ringraziare?

Prima di tutto per essere stati eletti sin dall'eternità. Questa elezione è e rimane un mistero, eppure è una realtà divina. Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Per far sì che il vangelo possa essere annunciato, oggi qui sulla terra, nei regni dell'aldilà e, dopo la rivenuta di Cristo, nel regno della pace, Dio si è eletto un popolo che dovrà essere una benedizione per tutti i popoli. È questo il miracolo dell'elezione! - Noi l'abbiamo afferrato e siamo divenuti figlioli di Dio.

Così abbiamo motivo di ringraziare anche per la figliolanza di Dio. Essa è il più bello di tutti i regali che un uomo possa mai ricevere. Da figlioli d'uomini diventare figlioli di Dio e con ciò eredi della magnificenza è una grazia più grande di ogni altra cosa. Vogliamo ringraziare per l'amore di Dio che ci attira a sé, ci ha condotto nella sua casa e ci vuole portare alla meta della nostra fede. Vogliamo ringraziare per la parola che procede dallo Spirito Santo, per il perdono di ogni colpa e peccato, per l'intima comunione con Gesù Cristo nel sacramento della Santa Cena. Soltanto afferrando la parola e ricevendo la grazia nel sacrificio di Gesù, diventiamo liberi e siamo condotti alla redenzione completa.

Inoltre possiamo ringraziare per il servizio degli angeli, che ci preserva da danni e malasorte, per la consolazione nel dolore e nelle afflizioni e per la pace del Risorto in questo tempo irrequieto; per la benedizione e per aver potuto serbare la fede. Ma siamo anche riconoscenti per il fatto che la promessa di Dio: "Finché la terra durerà, semina e raccolta, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte, non cesseranno mai" (cfr. Genesi 8, 20-22) è tuttora valida e ci permette di sussistere nella vita terrena.

Persino quando dobbiamo vivere delle circostanze che non ci piacciono - dolori del corpo o dell'anima, ingiustizie, preoccupazioni per il pane quotidiano, tentazioni, prove -, dobbiamo ugualmente ringraziare per le forze che abbiamo invocato in preghiera, grazie alle quali siamo in grado di sopportare ciò che ci viene imposto e di resistere alle tentazioni.

Ringraziate continuamente per ogni cosa Dio Padre, ammonì l'apostolo Paolo nella sua epistola agli Efesini (cfr. Efesini 5, 20). Vogliamo seguire il suo consiglio, poiché la benignità di Dio dura in eterno per coloro che lo amano e che compiono la sua volontà. Essi riceveranno la ricompensa per la fedeltà e porteranno la corona della vita eterna.

(Da un servizio divino del sommoapostolo Fehr)