Parola del mese

Gioia natalizia

Dicembre 2000

Quanto rende felici se la pace e la gioia ristorano il cuore e l'anima. In modo particolare nel periodo di Natale molti ne sentono la nostalgia. Tuttavia non bisogna ignorare che due terzi dell'umanità non hanno alcuna relazione con la festa di Natale; si dedicano e si occupano di altre opinioni sulla concezione del mondo. E quanti cristiani sono ancora consapevoli del significato profondo del Natale, della nascita di Cristo, del fatto che Dio si è fatto uomo?

Quando nacque Gesù, solo pochi collegarono questo evento all'annuncio del profeta Michea: "Ma da te, o Bethlehem Efrata, piccola per esser fra i migliai di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni." (Michea 5, 1). Tuttavia, fino al giorno d'oggi la sua nascita fu ed è motivo di una gioia incommensurabile, poiché, inviando il suo Figliolo sulla terra, Dio fece all'umanità il dono più grande che esista!

Betlemme non faceva parte delle metropoli del mondo antico; ancora oggi il luogo è una cittadina con all'incirca 30'000 abitanti. Eppure Bethlehem Efrata ha un ruolo particolare nella storia biblica: Giacobbe sepellì sulla via verso Efrata la sua diletta moglie Rachele; Ruth conobbe quivi Boas, il suo futuro marito; Davide, il pastorello, che Dio aveva prescelto quale re, nacque a Betlemme. Betlemme significa "casa del pane" ed Efrata "fruttuoso", dunque si potrebbe dire in senso figurato la fertile casa del pane. E colà venne al mondo, come predetto dal profeta, Gesù Cristo che è il pane del cielo. Dio dispose che l'imperatore romano Cesare Augusto ordinasse un censimento della popolazione, per cui Maria dovette recarsi a Betlemme con il suo marito Giuseppe di Nazaret. E così si adempì la parola del profeta.

Il profeta Michea descrisse il luogo di nascita di colui le cui origini risalgono ai giorni eterni. L'attività del Figliolo di Dio, inclusa la morte sulla croce, la Risurrezione e l'Ascensione, mira alla fine: l'accesso nel regno della magnificenza con la sua Sposa che equivale alla comunione eterna del suo possedimento con Dio. Il fatto di conoscere questo futuro suscita in noi una gioia e una pace natalizia, dei doni che provengono da Dio.

Vi auguro dunque un tempo d'Avvento colmo di pace ed una gioia natalizia benedetta,<br/> <br/> suo

Richard Fehr

 

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